Il Dottorato XXIX Ciclo

 

 

DOTTORATO IN SCIENZE FILOSOFICHE
XXIX CICLO


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Presentazione

Il Dottorato in Scienze Filosofiche attivo presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” si propone come obiettivo quello di promuovere negli allievi le competenze e abilità necessarie per la ricerca scientifica in ambito filosofico in modo qualificato e corrispondente ai livelli più elevati raggiunti in ambito internazionale.

Il dottorato si avvale della comprovata esperienza di ricerca dei propri docenti e collaboratori e di una rete di relazioni internazionali di assoluto rilievo.

Nascendo dalle esperienze e dalle attività dei tre Dottorati preesistenti in Scienze Filosofiche, in Bioetica e in Filosofia dell’Interno Architettonico, il Dottorato garantisce una forte connotazione multidisciplinare strategica per il futuro inserimento dei dottorandi nel mondo del lavoro. Proprio nell’ambito di una tale multidisciplinarietà, è prevista la possibilità di attivazione di tre curricula, uno con un profilo scientifico e culturale generalista di taglio prettamente filosofico e due di taglio applicativo particolarmente orientati alla sinergia con la prospettiva filosofica. La decisione di affiancare a un curriculum filosofico due curricula maggiormente specifici non scaturisce soltanto dalla decennale esperienza di collaborazione che il Dottorato di Scienze Filosofiche ha instaurato con il Dottorato Interpolo in Bioetica e dall’esperienza più recente di collaborazione con il Dottorato in Filosofia dell’Interno Architettonico, ma anche da una salda convinzione di fondo secondo la quale, al livello attuale della ricerca, il motivato e diffuso bisogno teorico di riflessione intorno alle forme attuali dell’umano deve necessariamente avvalersi del supporto di molteplici saperi positivi e di scienze applicate, cioè di una modalità di indagine fondata sul concorso di prospettive di lavoro e di competenze performative anche molto diverse l’una dall’altra. Solo in questo modo è possibile progettare una Università futura in cui il perimetro dei saperi comunicanti non sia più semplicemente all’insegna della interdisciplinarietà bensì, anche e soprattutto, della multidisciplinarietà, intesa come quella prospettiva in base alla quale la progressiva acquisizione di “sapere” deve strutturarsi su una sempre più consapevole e aggiornata simmetria e interazione di conoscenze e applicazioni.

 

 

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